Nel 1859, Antonio Salviati, un avvocato innamorato della mitica città lagunare volle la rinascita del vetro veneziano che stava cedendo il passo al cristallo d'Inghilterra e di Boemia.

Assicurandosi la collaborazione dei migliori maestri vetrai e tecnici di Murano, Salviati inventò un nuovo metodo di fabbricazione di tessere da mosaico in vetro, il quale suscitò l'ammirazione nelle corti e nelle capitali europee per poi conquistare l'America e l'Asia.

Inoltre, sviluppò nella sua fornace una collezione di bicchieri, calici, candelabri, coppe e vasi, specializzandosi in pezzi incisi e decorati in oro.